pdfLiberamente tratto da un racconto del libro «23 novelle moderne» di Marcello Argilli
Adattato a studenti di livello intermedio

 

Dovete sapere che gli abitanti di Roma, dopo 2600 anni di storia, hanno visto talmente tante cose che ormai non fanno più caso a niente. Una notte di giugno, la guardia notturna Salvo Finetti, mentre cammina per le strade del vecchio quartiere di Trastevere, sente alle sue spalle una voce che dice: – Mi scusi signore!
Salvo Finetti è un romano di sette generazioni, quindi, quando si gira e vede la torre Eiffel che con un leggero inchino chiede: – Mi sa dire come raggiungere piazza del Popolo? – lui non ci trova niente di strano e si limita a dire: – È in auto o a piedi?
– Sono a piedi. – risponde la torre Eiffel.
– Allora deve attraversare il ponte, andare sempre dritto finché trova una piazzetta. A quel punto giri a sinistra e arriva a piazza Venezia. La riconosce facilmente perché c’è un grande monumento bianco. Poi deve prendere il Corso, una strada dritta e lunga che deve percorrere fino in fondo. Alla fine arriva proprio a piazza del Popolo.
– Grazie, molto gentile.
– Non c’è di che. Buonanotte.
La torre Eiffel segue le istruzioni e arriva a piazza del Popolo. Si mette proprio in centro, facendo attenzione a non urtare l’obelisco egiziano.
Al mattino dopo i tavoli esterni dei bar della piazza sono pieni di romani che di solito vanno a prendere un caffè o un cappuccino, oppure a sorseggiare un aperitivo. Nessuno di loro bada alla torre Eiffel che occupa tutta la piazza.
Una signora romana seduta al tavolo insieme a suo marito dice : – Spartaco. C’è qualcosa di strano oggi. Non ti sembra?
– È vero, Flavia. – dice il marito guardando verso l’alto, dove si vede solo l’arcata della torre Eiffel – Il cielo è molto scuro. Brutta giornata.
– Hai ragione, caro. Sento un rumore di fondo. Forse arriva un temporale.
Il realtà il rumore dipende da migliaia di turisti sbalorditi che corrono a vedere la torre Eiffel in piazza del Popolo e rimangono a bocca aperta. Ma i romani sono abituati da secoli alle invasioni straniere, quindi non si accorgono neanche della folla di turisti con la bocca aperta.
Intanto il sindaco di Parigi ha spedito decine di telegrammi al sindaco di Roma. Chiede la restituzione della torre Eiffel. Il sindaco di Roma invia il messo comunale a chiedere alla torre Eiffel di tornare a casa.
– Buongiorno, signora torre Eiffel – dice il messo comunale – sono venuto per comunicarle che il sindaco di Parigi le chiede di rientrare al più presto.
– Gentile signore – risponde cortesemente la torre – quando il mio caro sindaco va in vacanza io non gli chiedo di tornare a Parigi al più presto. Quindi, dica al mio caro sindaco, che ho deciso di trascorrere un mese di vacanze a Roma e che non ho nessuna intenzione di tornare a Parigi prima della fine delle vacanze.
Il sindaco di Roma è seriamente preoccupato della risposta della torre, perché ha paura delle conseguenze politiche. Non vuole rischiare un incidente diplomatico e di rovinare le buone relazioni fra l’Italia e la Francia.
Quindi prende il telefono, chiama il sindaco di Parigi e gli fa una proposta: – Carissimo Pierre, come stai? E la tua bellissima moglie? E i tuoi adorabili bambini?
– Senti Lucrezio – risponde il sindaco parigino un po’ seccato – la nostra torre ce la restituite oppure no? Qui a Parigi c’è l’inferno. Ogni giorno ci sono manifestazioni. Sembra di essere ai tempi della rivoluzione. Se la torre non torna al suo posto, rimettono in funzione la ghigliottina e la prima testa a cadere sarà la mia.
– Sono veramente mortificato, carissimo Pierre. Ma non dipende da me. Ho provato a convincere la torre a ritornare. Ma lei è decisa a rimanere per un mese. Io non posso obbligarla. Però ho una bellissima proposta da farti. Capisco il danno che la vostra stupenda città deve subire. Capisco la tua difficilissima posizione. Quindi per aiutarti, naturalmente se tu sei d’accordo, ho deciso di inviare a Parigi il Colosseo. E rimane a Parigi finché la torre non torna. Che te ne pare?
– Ah... mi sembra un proposta molto interessante. Effettivamente questo potrebbe calmare la situazione. Ma tu come farai con i tuoi concittadini? Non rischi di essere linciato?
– Ma assolutamente no! Ho già parlato con i miei concittadini. Loro sono contentissimi di spedire il Colosseo a Parigi. Non ti preoccupare caro Pierre. Restiamo d’accordo così... ti mando il Colosseo.
In realtà i romani non sono né contenti né scontenti. Semplicemente non si sono accorti che il Colosseo è sparito con tutti i gatti che ci abitano dentro.
Gli unici a protestare sono i turisti. Ma non protestano molto perché possono vedere la torre Eiffel a Roma.
Finite le vacanze, la torre Eiffel torna a Parigi e il Colosseo torna a Roma.
I romani, così come non si sono accorti dell’arrivo della torre Eiffel e della sparizione del Colosseo, non si accorgono neanche che la torre è ripartita e che il Colosseo è ritornato. Ovviamente non fanno neanche caso ai gatti, che nel frattempo hanno imparato a miagolare in francese e hanno capito che se miagolano in qualche lingua straniera, i turisti regalano loro qualche bocconcino in più.

Liberamente tratto da una novella di Marcello Argilli - 23 novelle moderne
Testo adattato a studenti di italiano.