C'era una volta un bambino di nome Azul. Azul adorava suonare il piano e sognava di divenire, un giorno, un pianista. Ogni domenica Azul andava a lezione di pianoforte e si esercitava ogni sera a casa, prima di andare a letto. Azul diventò veramente bravo, perché era molto sincero. Poteva dimenticarsi di lavarsi i denti, ma non si sarebbe mai dimenticato di fare i suoi esercizi al piano! There was once a little boy named Azul. He loved to play the piano and dreamed of becoming a pianist some day. Every Sunday, Azul went to his piano class, and practiced every night at home, just before going to bed. Azul became good at it because he was so sincere. He would forget to brush his teeth but would never forget to practice playing the piano!
Un giorno, Viki, la sua maestra di pianoforte, gli disse: “Azul, domani ti esibirai di fronte ad un grande pubblico. Stai diventando un vero pianista. Le tue dita si muovono come scoiattoli sui tasti del piano, ma manca ancora qualcosa”. “Che cosa?”, si incuriosì Azul. In realtà lui non voleva diventare un semplice pianista, ma un grande pianista. Viki sorrise. E sussurrò all’orecchio di Azul il suo segreto di maestra: “Suona con il cuore, non con le dita”. One day, Vicki, his piano teacher told him, “Azul, you will perform tomorrow in front of a large audience. You are getting to be quite the pianist! Your fingers move like a squirrel on the piano keys. But there is something missing.” “What is it?” Azul just had to know. He really… really wanted to be, not just a good pianist, but a great pianist. Vicki smiled. She whispered into Azul’s ear a piano teacher’s secret. “Play with your heart, not with your fingers.”
Come sempre, Viki tirò fuori la sua scatola di adesivi. Azul le porse la propria mano e Viki ci appiccicò la bellissima figurina di una farfalla. “Ecco, pensa a questa farfalla quando vuoi suonare con il cuore”, gli disse. As always, Vicki pulled out her box of stickers. Azul held out his hand and Vicki stuck on it, a gorgeous sticker of a butterfly. “There, think of this butterfly when you want to play with your heart,” she said.
Quel giorno, mentre tutti i bambini giocavano nel parco, Azul se ne stava lì a contemplare la sua farfalla. E si chiedeva: “So suonare con le dita, perché posso muoverle, toccare i tasti del pianoforte. Ma come faccio a suonare con il cuore? Non riesco nemmeno a vedere il mio cuore”. Per la prima volta, dopo tanto tempo, Azul andò a letto senza aver suonato il suo pianoforte. That day, when all the children played in the park, Azul just stared at his butterfly. He wondered, “I can play with my fingers because I can move them. I can touch the piano keys. How can I play with my heart? I can’t even see my heart.” For the first time, in a long time, Azul went to bed without playing the piano.
La sera prima della sua esibizione, non si esercitò, perché non aveva idea di come si fa a suonare con il cuore! Quando al mattino si svegliò, si mise a cercare la figurina della farfalla. Oh, no! Era scomparsa anche quella! A quel punto Azul diventò nervoso. Molto nervoso. Provò a suonare il piano, ma le sue dita non si muovevano! Comunque fosse, le lancette dell’orologio continuavano a correre. Presto sarebbe arrivata l’ora dell’esibizione. The night before his performance, he did not practice because he did not know how to play with his heart! When Azul woke up, he looked for the butterfly sticker. Oh no! The sticker was gone too! Now Azul was nervous. Really nervous… He tried playing the piano, but his fingers would just not move! However, that did not stop the clock from ticking. Soon it was performance time.
Il pianoforte era situato nel mezzo di un palco rotondo, circondato da file e file di spettatori. Azul salì sul palco, si sedette sullo sgabello e chiuse gli occhi per un attimo. Ricordando ciò che Viki gli aveva detto, ripensò alla farfalla. Nel silenzio della sala, Azul udì un battito d’ali. Una farfalla gli si posò sulla spalla ed iniziò ad intonare un motivo. Le sue dita cominciarono a muoversi da sole. Ed il suo cuore iniziò a suonare la melodia della farfalla. The piano was in the middle of a round stage, surrounded by rows of people. Azul walked onto the stage, sat on the piano bench and closed his eyes for a second. Remembering Vicki’s words, he thought of the butterfly. In the quiet of the auditorium, Azul heard the flutter of wings. A butterfly sat on his shoulder and started to hum a tune. His fingers began to move by themselves. His heart began to play the butterfly’s song.