Verbi riflessivi propri, apparenti e reciproci

 

L’uso dei verbi riflessivi può risultare un po’ complicato per chi studia l’italiano. Oggi vediamo di definire le varie categorie di riflessivi e il loro significato.

I verbi riflessivi sono sempre accompagnati da un pronome riflessivo come mi ti si ci vi si secondo il seguente schema:

pronome riflessivo + verbo

Es: io mi lavo, tu ti pettini, lui si veste...

 

Tuttavia, anche se la forma di coniugazione è sempre la stessa, i riflessivi possono essere distinti in differenti categorie che hanno un significato molto diverso.

In primo luogo è necessario distinguere fra la forma riflessiva propria e quella impropria.

 

Forma riflessiva propria o diretta.

Il verbo ha forma riflessiva propria o diretta quando soggetto e oggetto sono uguali,  o meglio l’azione compiuta dal soggetto ricade sul soggetto stesso.

Una frase come io mi lavo, significa io lavo me stesso

Le frasi che seguono sono tutte riflessive dirette.

Francesca si specchia. (specchia se stessa)

Giovanni si rade. (rade se stesso)

Io mi addormento. (addormento me stesso)

Voi vi lavate. (lavate voi stessi)

 

Le forme riflessive improprie.

Possono essere distinte in ulteriori categorie.

 

Verbi riflessivi apparenti

In questo caso l’oggetto su cui ricade l’azione è diverso dal soggetto e il pronome riflessivo ha valore di complemento di termine.

Consideriamo la seguente frase.

Mi compro una borsa.

L’oggetto su cui ricade l’azione è la borsa, mentre il pronome mi significa a me stesso (complemento di termine)

Ecco alcune frasi con verbi riflessivi apparenti.

Francesca si lava i capelli (lava i capelli a se stessa.)

Tu ti stiri la camicetta. (stiri la camicetta a te stessa)

Vi comprate un libro. (comprate un libro a voi stessi)

 

Verbi riflessivi reciproci

Mettiamo a confronto le due seguenti frasi:

Noi ci laviamo (ognuno lava se stesso)

Noi ci salutiamo (ognuno saluta l’altro)

Nel primo caso abbiamo un riflessivo diretto. Nel secondo caso un riflessivo reciproco dove la particella pronominale ci significa l’un l’altro. In questo caso la particella pronominale è sempre plurale.

Ecco alcune frasi di esempio:

Marco e Giorgia si telefonano spesso.

Voi non vi parlate più.

Quei due si guardano in cagnesco.

 

Verbi riflessivi pronominali

In questo caso il pronome non ha un ruolo sintattico, cioè non è né complemento oggetto né complemento di termine.

Si possono distinguere diverse categorie:

  1. un gruppo di verbi intransitivi che non possono esistere senza la particella pronominale: accorgersi, pentirsi, ribellarsi, vergognarsi, arrabbiarsi, imbattersi;
  2. un gruppo di verbi transitivi che con la particella pronominale cambiano significato e diventano intransitivi abbandonare => abbandonarsi, decidere => decidersi, alzare => alzarsi, commuovere => commuoversi
  3. un gruppo di verbi intransitivi che con la particella pronominale non cambiano di significato: affacciare => affacciarsi, approfittare => approfittarsi, sedere => sedersi.

Lo schema che segue riassume sinteticamente quanto detto finora.

schema riflessivi

 

Adesso puoi provare a svolgere questo esercizio

 

Esercizio:

Seleziona il tipo di verbo riflessivo presente nella frase