Stefano Consonni, un elegante trentacinquenne, si trova a vivere un'esperienza fuori dall'ordinario mentre passeggia lungo via Fiorenzuola nella serata del 16 gennaio. Camminando su quella strada vuota, inizia a percepire un suono che ricorda il ronzio dei mosconi, che poi si trasforma in bisbigli e parole distinte. Consonni prova confusione e paura di fronte a questo fenomeno bizzarro, soprattutto perché non ci sono altre persone nei dintorni e l'unico illuminamento proviene dai lampioni stradali.

Con una certa riluttanza, Consonni interroga le voci, scoprendo che appartengono a due entità che si presentano come il professor Petercondi Giuseppe e suo nipote Max Adinolfi, entrambi deceduti. Queste voci, apparentemente spiriti, affermano di essere alla ricerca di un uomo per regolare un conto in sospeso, poiché il professor Petercondi era stato ucciso in quella stessa strada due mesi prima.

Consonni, all'inizio scettico e quasi divertito dall'idea di interagire con gli spiriti, si lascia coinvolgere nella conversazione, mosso da un mix di curiosità e noncuranza. Gli spiriti gli confidano di essere nell'ultima fase della loro esistenza terrena, avendo la capacità di manifestarsi visibilmente soltanto per 24 ore dopo la loro morte. Man mano che il tempo avanza, Consonni si intrattiene nell'idea di come potrebbe contribuire a scoprire chi li ha uccisi, sebbene sia incerto su quali azioni potrebbero intraprendere considerando la loro natura incorporea.

La conversazione prende una svolta quando Max, lo spirito più giovane e impertinente, inizia a schernire Consonni per il suo aspetto e per il contenuto del pacchetto che porta con sé, suggerendo che contenga dolci. Consonni, ormai completamente coinvolto in questo insolito dialogo, propone scherzosamente agli spiriti di divertirsi a spaventare le persone o a nascondersi tra le sottane delle donne, data la loro piccola statura. Tuttavia, gli spiriti rifiutano, affermando di aver perso interesse per le questioni terrene.

Improvvisamente, la conversazione assume un tono più serio quando gli spiriti notano una macchietta rossa vicino al naso di Consonni. Dopo un breve esame, il professor Petercondi, con la sua esperienza di medico, diagnostica la macchietta come un sarcoma, segnalando a Consonni che anche lui è destinato a morire presto La scoperta sconvolgente trasforma profondamente Consonni, che passa da un atteggiamento di sicurezza e arroganza a uno di totale disperazione, realizzando che la sua esistenza è in grave pericolo.

Gli spiriti, compiaciuti di aver rivelato questa verità a Consonni, si allontanano, lasciandolo da solo a confrontarsi con la realtà del suo destino imminente. Colpito duramente dalla rivelazione e improvvisamente isolato, Consonni lascia cadere il pacchetto che aveva in mano, un atto che simboleggia la sua accettazione della morte che si avvicina. La narrazione si chiude con Consonni che esprime rabbia e maledizioni verso gli spiriti, provandosi tradito e completamente impotente di fronte all'inevitabile fine che gli è stata rivelata.

 

 


ARTICOLI CORRELATI: