La storia ci porta in una serata unica alla Scala di Milano, dove si assiste alla prima dell'opera "Strage degli innocenti" di Pierre Grossgemuth. Claudio Cottes, un maestro d'orchestra, sceglie di essere parte di questa serata, nonostante i tempi non proprio floridi per la Scala. L'evento promette scintille, non solo per l'opera ma anche per le controversie che l'hanno preceduta.
Ma ecco che la serata prende una svolta imprevista: si spargono voci di un potenziale colpo di scena politico, orchestrato dai Morzi, un gruppo estremista. La tensione sale, e tra gli ospiti – un misto di élite milanese, critici e lo stesso vecchio maestro – si respira un'aria carica di ansia e incertezza.
Tutti sono lì, tra il lusso e la cultura, ma l'ombra della rivolta li costringe a cercare rifugio all'interno del teatro. Si osservano varie reazioni: c'è chi cerca di scappare e chi, come il maestro Cottes, decide di affrontare la realtà, qualunque essa sia.
Il punto culminante arriva quando il maestro, in un gesto di coraggio o forse di follia, decide di lasciare la Scala e tornare a casa, un'azione che sembra portarlo verso un destino tragico. Ma, in un colpo di scena, tutto si risolve in modo sorprendente, rivelando che le paure erano infondate e che l'alba porta con sé il ritorno alla normalità.