Defendente Sapori, erede del fornaio Spirito, è costretto da un testamento a distribuire pane ai poveri per cinque anni. Nonostante il suo malcontento, adempie alla clausola usando uno stratagemma per sottrarre parte del pane destinato alla beneficenza. Un giorno, un cane randagio inizia a rubare il pane durante la distribuzione, sfuggendo ai tentativi di Defendente di cacciarlo via o di avvelenarlo.

Il cane, chiamato Galeone, segue una routine quotidiana, prendendo il pane e portandolo all'eremita Silvestro, che vive in isolamento su una collina. Defendente, scoprendo questo, si confronta con Silvestro, che gli rivela di essere grato per il pane che riceve dal cane. Defendente decide di tollerare il furto di pane da parte del cane, considerando il suo obbligo testamentario.

Dopo la morte dell'eremita Silvestro, il cane Galeone continua a visitare il forno di Defendente per prendere il pane, ma poi scompare. Defendente scopre che il cane ha iniziato a prendere il pane da un nascondiglio specifico, evitando così di essere visto dai poveri e dagli abitanti del paese.

Con l'avvicinarsi dell'inverno, si osservano strane luci vicino alla cappella abbandonata, e la voce si diffonde che Silvestro sia morto. Il giorno seguente, un gruppo va a seppellire l'eremita e trova Galeone accanto al corpo, dimostrando la sua lealtà e il legame con l'uomo.

Galeone scompare dopo il funerale di Silvestro, ma ricompare più tardi, magro e malandato. Gli abitanti del paese, compreso Defendente, sono confusi e inquieti riguardo al ritorno del cane, che continua a influenzare il paese anche dopo la morte del suo compagno eremita.

Nel paese di Tis, dopo la morte dell'eremita Silvestro, la presenza del cane Galeone, ritenuto testimone della divinità, genera tensione e superstizione tra gli abitanti. La gente si sente osservata e giudicata dall'animale, che con la sua presenza silenziosa e imprevedibile sembra influenzare il comportamento della comunità. Nessuno osa maltrattarlo, e iniziano a circolare storie sul suo legame con il divino, generando un misto di timore e rispetto verso di lui.

Defendente Sapori, il fornaio del paese, si trova a fronteggiare nuovamente Galeone quando questo scopre il suo trucco per sottrarre pane destinato ai poveri. La presenza del cane sembra indurre una riflessione morale negli abitanti, che iniziano a cambiare il loro comportamento, forse per paura del giudizio dell'animale o per una rinnovata consapevolezza etica, con effetti tangibili sulla vita comunitaria.

Con il passare del tempo, Galeone invecchia e diventa paralizzato, ma ciò non diminuisce la sua influenza sul paese. L'impossibilità dell'animale di muoversi si trasforma in un emblema della sua costante attenzione. Nonostante alcuni vogliano distanziarsi dalla sua presenza, gli abitanti continuano a fornirgli segretamente le cure necessarie, esitando a liberarsi di lui apertamente per paura delle ripercussioni morali o soprannaturali che potrebbero scaturire da tale gesto.

La scomparsa di Galeone, benché rimasta nascosta all'inizio, finisce per diventare di conoscenza comune, suscitando nella comunità una mescolanza di sollievo e apprensione. La discussione riguardante il modo e il luogo in cui seppellire il cane evidenzia l'ambivalenza dei sentimenti degli abitanti: da una parte c'è la volontà di eliminare un osservatore muta, dall'altra la paura di offendere un ente ritenuto sacro. Optare per seppellirlo accanto all'eremita riflette il legame che si percepisce tra loro due.

La scoperta delle piccole ossa del cane vicino alla tomba dell'eremita durante i funerali di Galeone chiude il cerchio della narrazione, spingendo gli abitanti di Tis a meditare sulle loro azioni e convinzioni. L'impatto morale e spirituale lasciato da Galeone sulla comunità dimostra che la sua influenza perdura nel tempo, incidendo profondamente nell'animo della gente, anche oltre la sua morte.

 

 


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