Durante la parata militare per l'anniversario dell'indipendenza, fa il suo debutto pubblico un reparto dell'arma atomica. Dopo il passaggio tradizionale dei carri armati, che non suscita l'entusiasmo abituale, emergono in silenzio delle strane carrette, le quali non assomigliano a nessun veicolo noto. Questi mezzi di modesta apparenza trasportano uomini che non sembrano soldati tipici, ma piuttosto studiosi, provocando una sensazione di malinconica preoccupazione tra gli spettatori. L'assenza di rumore e l'aspetto insolito degli uomini a bordo attirano l'attenzione quasi ansiosa della folla, che rimane in un silenzio teso.

Mentre le carrette avanzano, un ufficiale gobbo, probabilmente al comando, sembra preoccupato per la coesione del convoglio e saluta la folla dopo essere stato chiamato "Rigoletto" da uno spettatore. Il contrasto tra la semplicità dei veicoli e la potenza distruttiva che rappresentano contribuisce all'atmosfera di inquietudine. Un lieve cigolio, che ricorda il richiamo degli uccelli migratori, inizia a farsi sentire, aumentando l'ansia tra gli spettatori.

L'atmosfera diventa più tesa quando cani da varie abitazioni iniziano ad abbaiare furiosamente. L'ufficiale gobbo e gli altri militari mostrano segni di nervosismo, mentre un gruppo di topi fugge da un lucernario. Subito dopo, strane colonne di polvere rossiccia si elevano sopra i veicoli atomici, assumendo forme geometriche e creando un'architettura di ombre inquietanti che si estende lungo il percorso del corteo.

La parata si interrompe bruscamente quando il gobbino scende dal suo veicolo per dare ordini ai suoi uomini. Le colonne di polvere incombono sulla folla, provocando una crescente sensazione di minaccia. Una giovane donna, terrorizzata, grida dalla finestra, e i militari sembrano perdere il controllo dei loro apparati. La folla, infine, viene colta dal panico e inizia a fuggire disordinatamente.

Nel caos che segue, le colonne di polvere iniziano a dondolare e i ponti di nebbia si contorcono freneticamente, mentre un urlo atroce si leva tra le case. Il narratore, spinto dall'istinto di sopravvivenza, si allontana rapidamente dalla scena di terrore, solo per voltarsi un'ultima volta e assistere all'accelerazione dell'oscillazione delle torri di ombra, che prelude a un evento catastrofico noto a tutti ma non descritto nel racconto.

 

 


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