In questo articolo viene riportata la premessa e l'introduzione del mio libro «Pinocchio». Se preferite leggere in inglese potete farlo nell'anteprima del libro che trovate su questa pagina.


Quarta di copertina (premessa)

Tutti conoscono Pinocchio ma molti non conoscono la vera storia. Il libro originale è stato scritto da Carlo Lorenzini alias Carlo Collodi e pubblicato la prima volta nel 1883 con il titolo «Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino». Da allora sono state proposte molte versioni, soprattutto cinematografiche, che hanno modificato e addolcito tanto il personaggio quanto la trama.
Nella storia originale il mondo di Pinocchio è spietato e crudele, popolato di ladri, assassini, imbroglioni che tentano di uccidere o di derubare il burattino in ogni modo.
Nel suo percorso di crescita e maturazione, deve imparare non solo a difendersi dai pericoli, ma anche dal bullismo dei compagni di classe, dagli inganni di uomini gentili e lusinghieri, e a non fidarsi troppo dei giudici, dei gendarmi e dei medici. Anche se tutto questo oggi ci può sembrare eccessivo, raccontare ai bambini le ingiustizie e la crudeltà del mondo reale era una caratteristica della letteratura per ragazzi dell’800, ma la grande ironia dello scrittore e i personaggi immaginari (burattini, animali, fate) riescono a mitigare la drammatica realtà descritta.
Il libro originale usa un linguaggio dell’800 ed è fortemente influenzato da termini e modi di dire tipici della parlata toscana. In questa edizione il linguaggio è stato semplificato e reso contemporaneo, per adattarlo a studenti di italiano di livello intermedio.


Introduzione

La lettura, nonostante sia una delle quattro principali abilità nell'apprendimento delle lingue, viene spesso trascurata dagli studenti.
I manuali di lingue, in genere si limitano a offrire delle letture intensive, cioè dei testi brevi, scritti con l’intento di introdurre dei termini e delle regole di grammatica, che devono essere compresi nei minimi dettagli. Tuttavia, questo tipo di lettura, pur essendo fondamentale e utilissimo, da solo non è sufficiente a espandere il proprio vocabolario e a raggiungere livelli superiori di padronanza. Nel percorso di apprendimento, è sempre consigliabile affiancare, agli esercizi proposti dai manuali, delle letture estese.
La lettura estesa è quella che si fa, per esempio, quando si legge un libro per il solo piacere della lettura. In questa attività non è richiesta la comprensione dettagliata di ogni particolare. Comprendere il senso generale, anche quando non si capiscono tutti i termini e le regole sintattiche, è un esercizio di grande importanza, poiché la maggior parte dei termini e delle regole vengono comunque passivamente assimilate nel tempo attraverso la contestualizzazione.
Quindi, nell’affrontare un testo esteso, sarebbe meglio evitare l’utilizzo frequente del dizionario, ed evitare di decifrare ogni regola che appare ancora incomprensibile, per non rischiare un impegno mentale eccessivo che potrebbe portare alla noia e all’abbandono della lettura.
L’obiettivo principale è il piacere della lettura. Leggere molto spesso e farlo con piacere vi porterà gradualmente a dei risultati superiori. L’importante è che il testo sia piacevole e appropriato al livello dello studente. Un testo può ritenersi appropriato quando lo studente riesce a capire la maggior parte dei termini, a comprendere il senso generale e a seguire la storia.

Alcuni consigli per la lettura estesa
Sarebbe opportuno provare a leggere il testo intero almeno due volte.
La prima volta provate a farlo senza mai consultare il dizionario. Anche se l’impresa può sembrare difficile, è il modo migliore per un’immersione totale nella lingua. Il dizionario offre una soluzione immediata, ma che rischia di non lasciare tracce. Per questo consideratelo l’ultima risorsa.
Quando trovate un termine che non capite cercate di mettere in pratica i seguenti passi:
1. Guardate la parola e pensate se in qualche modo vi suona familiare. Cercate di cogliere degli elementi in comune con la vostra lingua. In alcuni casi potrebbero essere dei falsi amici, ma se la frase acquista senso, quasi sicuramente avete capito il significato.
2. Rileggete più volte la frase che contiene la parola sconosciuta. Usate il contesto di quella frase e il resto della storia per cercare di indovinare il significato della parola.
3. Pensate al fatto che il termine potrebbe essere una forma sconosciuta di una parola che conoscete. Ad esempio, potreste incontrare un verbo che vi è noto, ma che è stato coniugato in un modo che non conoscete ancora. Se capite il senso proseguite senza soffermarvi sugli aspetti grammaticali. L’assimilazione avverrà in maniera naturale con il tempo. In alcuni casi potrebbe essere un nome alterato. Guardate se la radice del termine vi ricorda qualcosa. L’italiano è ricco di nomi alterati come per esempio: barba-barbaccia, naso-nasone, casa-casetta, voce-vocina, occhi-occhiacci.
Se alla fine non riuscite a decifrare la parola, evitate comunque il dizionario, ma prendete nota (sottolineare o scrivere su un quaderno). Forse troverete la stessa parola più avanti, e forse riuscirete a comprenderla in un altro contesto.
Quando avrete letto tutto il libro, leggetelo ancora una volta, e se le parole che avete annotato non riuscite ancora a capirle, allora consultate il dizionario.
Cosa molto importante è imparare a sentirsi a proprio agio con l’indeterminazione. Questa non deve mai essere motivo di frustrazione, perché se non capite alcune parole, vuol dire che state imparando. Chi capisce tutto, non ha più niente da imparare.

Le note
Nel testo sono state inserite alcune note. Riguardano soprattutto quelle espressioni che difficilmente possono essere decifrate solo con l’uso del dizionario, come per esempio locuzioni o modi di dire, che potrebbero non avere alcun senso con una traduzione letterale, o parole che nel contesto hanno un significato metaforico oppure molteplici significati molto diversi tra di loro.

L’uso del tu, lei, voi.
Una delle prime regole che vengono insegnate agli studenti di italiano è la differenza nell’uso del tu e del lei.
Nel libro compare anche la forma voi. L’utilizzo delle tre forme è presente in tutta la storia della letteratura italiana. Solo da pochi anni il voi è stato completamente sostituito dal lei, anche se sopravvive nelle variante regionali, in particolar modo nel sud dell’Italia.
Vi è una certa differenza nell’uso del voi e del lei.
Voi è la forma autentica di rispetto e di cortesia.
Lei è riservato all’autorità, all’uomo istituzionale o di potere. Esprime più timore e subordinazione che rispetto e cortesia.
Non è un caso che Pinocchio dà del voi a tutti gli adulti che ama e che rispetta, ma dà del lei agli individui malvagi, quelli che possono fargli del male.