Piove. Il cielo è grigio. Carla cammina veloce. Va al mercato. È bagnata. Vuole comprare un ombrello.
Guarda il banco di un venditore. Ci sono molti ombrelli. Le piace un ombrello giallo. È semplice ma elegante. Costa dieci euro. Carla è una studentessa. Ha pochi soldi.
– Posso darti sette euro? – chiede.
Il venditore sorride.
– Va bene. Oggi sei fortunata. Dammi sette euro. L’ombrello è tuo.
Carla prende l’ombrello giallo. Lo apre. Sorride. Cammina sotto la pioggia. Dopo pochi minuti entra in una pasticceria. Vuole comprare dei dolci per il fratellino. A lui piacciono molto.
Vicino alla porta ci sono due ombrelli. Carla lascia il suo ombrello giallo accanto a un altro ombrello: è blu, vecchio, con disegni di gattini arancioni.
Dentro la pasticceria è tranquillo. Carla sceglie tre piccoli dolci. Parla con la commessa. Poi paga. Intanto, un’altra ragazza esce dalla pasticceria. Ha capelli corti e scuri. Prende l’ombrello giallo. È Marisa. Ma Carla non la vede.
Carla finisce di parlare con la commessa. Torna alla porta. Vuole prendere il suo ombrello… ma non c’è più. C’è solo l’ombrello blu con i gattini arancioni. Carla guarda fuori. Piove ancora.
– Forse qualcuno ha preso il mio ombrello per sbaglio[1] – pensa.
Guarda l’ombrello rimasto[2].
– È vecchio… ma non posso uscire senza ombrello – dice.
Prende l’ombrello blu con i gattini e esce. Davanti alla pasticceria una ragazzo la saluta.
– Ciao! – dice con un sorriso.
Carla lo guarda. Non lo conosce. Non risponde e va via. Il ragazzo la segue.
– Aspetta! – dice. – Scusa il ritardo[3]!
Carla si ferma. È un po’ arrabbiata[4].
– Ma che vuoi? Non ti conosco! – dice.
– Sei Marisa, giusto? Io sono Paolo – dice il ragazzo.
– No, io mi chiamo Carla! – risponde.
Paolo è confuso. Guarda l’ombrello.
– Ma… hai l’ombrello blu con i gattini.
Carla guarda l’ombrello. Capisce[5].
– Qualcuno ha preso il mio ombrello giallo. Io ho preso questo. Era l’unico rimasto.
– Allora… Marisa ha il tuo ombrello – dice Paolo.
– Già – dice Carla. – E io ho il suo.
– Doveva incontrarmi[6] oggi per un caffè – dice Paolo. –Mia cugina lavora con lei[7]. Dice che oggi Marisa inizia a lavorare[8] alle due e mezza.
Paolo guarda l’orologio. Sono le tre.
– Ormai[9] è tardi. Vuoi venire tu a prendere un caffè con me? – chiede.
Carla pensa un attimo. Poi sorride.
– Va bene. Andiamo al bar di mia zia.
Si siedono. Bevono il caffè. Parlano. Ridono. Dopo un po’, Carla si alza[10].
– Devo andare. Domani ho un esame.
– In bocca al lupo[11]! – dice Paolo. – Ci vediamo ancora?
– Sì, volentieri – risponde Carla.
Fuori è quasi buio. Carla torna verso casa. Passa per la piazza. Vede una ragazza con un ombrello giallo. È Marisa. La ragazza guarda Carla. Guarda l’ombrello con i gattini. Si avvicina.
– Mi dispiace. Ho preso per sbaglio il tuo ombrello.
Carla sorride.
– Non preoccuparti – dice. – Tieni pure il mio ombrello. Se non ti dispiace, io tengo questo. Porta fortuna[12].
Piove ancora. Carla apre l’ombrello blu con i gattini. Sorride. Poi corre verso casa.
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[1] per sbaglio: by mistake
[2] rimasto: left, remaining
[3] ritardo: delay
[4] arrabbiata: angry (female)
[5] capisce: understands
[6] incontrarmi: meet me
[7] lavora con lei: works with her
[8] inizia a lavorare: starts working
[9] ormai: by now, at this point
[10] si alza: she gets up
[11] in bocca al lupo: good luck (literally: into the mouth of the wolf)
[12] porta fortuna: brings luck