Liberamente tratto dal racconto Thank You, Ma'am
di Langston Hughes adattato per studenti di italiano A1
È sera. Rosa cammina da sola[1]. Ha una grande borsa a tracolla[2]. Dentro ci sono chiavi, fazzoletti, una bottiglietta d’acqua, un libro. È stanca. Torna a casa dopo il lavoro. Un ragazzo corre verso di lei[3]. Afferra[4] la borsa e tira forte[5]. La cinghia si rompe[6]. Ma la borsa è pesante. Il ragazzo cade a terra, con le gambe in aria. Rosa si gira[7]. Guarda il ragazzo. Poi gli dà[8] un calcio sul sedere.
— Maleducato![9] dice.
Si china[10], lo prende[11] per la maglietta e lo alza un po’.
— Raccogli la borsa. Subito![12]
Il ragazzo prende la borsa e gliela dà[13].
— Mi dispiace, signora…
— Non ti vergogni?[14]
— Sì…
— Perché lo fai?
— Non lo so…
— Bugiardo[15], dice Rosa.
Passano due persone. Guardano, ma non si fermano[16].
— Se ti lascio andare, scappi?
— Sì, signora.
— Allora non ti lascio.
Rosa lo tiene ancora per la maglietta.
— Hai la faccia sporca. Nessuno ti dice di lavarti?
— A casa non c’è nessuno[17].
— Vieni con me.
Il ragazzo non parla più[18]. Rosa lo prende per un braccio e cammina. Lui la segue. Ha forse quattordici anni[19]. È magro[20], ha una vecchia felpa[21].
— Hai fame?
— No. Voglio andare via[22].
— Non ti ho fatto niente. Sei tu che mi hai fermata. Ora vieni.
Arrivano al portone[23]. Rosa apre. Salgono le scale[24]. Entrano in casa. È una casa semplice. C’è un tavolo, un divano, una piccola cucina.
— Come ti chiami?
— Matteo.
— Allora, Matteo, vai al lavandino e lavati la faccia[25].
Matteo obbedisce[26].
— Lascio scorrere l’acqua. Quando è calda, lava bene. Usa questo asciugamano[27].
— Mi porta dai carabinieri?
— Con quella faccia? No.
Rosa lo guarda.
— Hai cenato?[28]
— No. A casa mia non c’è niente.
— Allora mangi qui.
— Volevo solo un paio di scarpe[29].
— Per questo rubi? Non puoi chiedere?
Matteo non risponde. L’acqua gli scende dal viso. Si asciuga. Poi si siede.
La porta è aperta. Potrebbe scappare. Ma non lo fa. Guarda Rosa.
Lei si siede sul divano.
— Anche io, da giovane, volevo cose che non potevo avere... Pensavi che avrei detto: “io non ho mai rubato”, eh? Beh, non lo dico.
Rosa si alza. Va verso la cucina. Prepara da mangiare. Non guarda la borsa. Matteo resta lì.
— Posso aiutare? Serve qualcosa? — dice il ragazzo.
— No, grazie. Faccio da sola.
Mangiano insieme. Rosa parla del lavoro. È parrucchiera. Parla, ride. Non fa domande.
Alla fine prende una torta. La divide. Poi gli dà cento euro.
— Compra le scarpe. Ma non rubare più. Le scarpe rubate fanno male ai piedi.
— Grazie…
— Ora vai. E comportati bene.
Lo accompagna alla porta.
— Buonanotte, ragazzo.
Matteo si gira.
— Grazie, signora Rosa.
Poi se ne va. E da quel giorno la l’ha vista mai più.
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[1] cammina da sola: walks alone
[2] borsa a tracolla: shoulder bag
[3] verso di lei: towards her
[4] Afferra: grabs
[5] tira forte: pulls hard
[6] si rompe: breaks (reflexive)
[7] si gira: turns around (reflexive)
[8] gli dà: gives him
[9] Maleducato!: Rude! / Ill-mannered!
[10] Si china: bends down (reflexive)
[11] lo prende: takes him
[12] Subito!: Immediately!
[13] gliela dà: gives it to him (double pronoun)
[14] Non ti vergogni?: Aren't you ashamed?
[15] Bugiardo: Liar
[16] non si fermano: they don't stop
[17] non c’è nessuno: there is no one
[18] non parla più: doesn't speak anymore
[19] Ha forse quattordici anni: He is perhaps fourteen years old
[20] È magro: He is thin
[21] vecchia felpa: old sweatshirt
[22] Voglio andare via: I want to go away
[23] al portone: at the main door
[24] Salgono le scale: They go up the stairs
[25] lavati la faccia: wash your face (Reflexive imperative)
[26] obbedisce: obeys
[27] asciugamano: towel
[28] Hai cenato?: Have you had dinner?
[29] un paio di scarpe: a pair of shoes