— Buongiorno mi chiamo Marco pdfRossi. Cerco un posto tranquillo per lavorare.

— C’è una bottega[1] vuota vicino alla piazza. Era di un vecchio calzolaio — dice l’uomo del bar.

— Perfetto. So aggiustare scarpe.

Il vero nome dell’uomo è Gianni Valentini, ma non vuole che la gente lo sappia. Prima era un ladro. Ha passato molti anni in prigione. Ora vuole cambiare vita.

Compra la bottega, mette un tavolo, una sedia, una lampada e i suoi attrezzi[2]: martello, colla, forbici, ago e filo. Appende un cartello[3]:

“Calzolaio – Aggiusto scarpe, borse, cinture”

Un giorno entra una ragazza con una borsa rotta.

— Buongiorno. Si può aggiustare?

— Certo. Domani è pronta.

— Grazie. Mi chiamo Anna.

— Io sono Marco. Piacere!

Anna torna il giorno dopo.

— Borsa aggiustata — dice Gianni sorridendo.

— Perfetto! Posso offrirti un caffè?

— Volentieri.

Cominciano a vedersi spesso. Parlano, ridono, camminano nel parco. Anna lavora in biblioteca. È gentile, ama leggere e cucinare. Dopo alcuni mesi diventano una coppia.

— Anna, vuoi venire a vivere con me?

— Sì, ma prima voglio presentarti alla mia famiglia.

Il papà di Anna è il direttore[4] della banca del paese.

— Che lavoro fai, Marco?

— Aggiusto scarpe.

— Mestiere[5] onesto. Bravo.

Tutto sembra andare bene. Gianni è felice. Nessuno sa del suo passato. Un giorno Anna dice:

— Sabato andiamo in banca. Papà vuole mostrarci la nuova cassaforte.

— Va bene, arrivo puntuale.

Sabato, tutta la famiglia è in banca. C’è anche la nipotina del direttore, una bimba di cinque anni. Corre, gioca, guarda tutto con curiosità.

— Guarda, zio! Una porta di ferro!

Entra nella cassaforte per gioco. Ma la porta si chiude. Clac! Bloccata[6].

— È chiusa! Non respira! — grida la mamma.

Tutti si agitano. Provano a aprire, ma niente.

— Non si apre! Aiuto!

 

 

Gianni guarda la scena. Pensa: Devo fare qualcosa. Corre a casa. Apre un vecchio cassetto. Dentro c’è una valigetta[7]. La apre: ci sono i vecchi attrezzi da scassinatore[8].

— Solo questa volta — dice a voce bassa.

Torna di corsa in banca. Si inginocchia davanti alla cassaforte.

— Fammi lavorare — dice al direttore.

Inizia a usare i suoi strumenti[9]: cacciavite[10], leva[11], pinze. Tutti guardano in silenzio.

Click.

— Aperta! — urla Gianni.

La bambina esce e abbraccia la mamma.

— Bravo! — dice il direttore.

Ma qualcuno si avvicina: è il commissario di polizia[12].

— So chi sei. Ti ho riconosciuto.

Gianni abbassa la testa.

— Arrestami, se vuoi.

Il commissario lo guarda negli occhi.

— Hai salvato una vita. Hai cambiato. Per me, sei un uomo libero.

Gianni guarda Anna. Lei lo abbraccia forte.

— Ti amo. Non mi importa del passato.

Gianni sorride. Ora ha davvero una nuova vita.

 

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Questo racconto è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione (CC BY-NC-ND). È possibile condividerlo liberamente, purché non venga modificato né utilizzato per scopi commerciali.

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[1] bottega: workshop, small shop

[2] attrezzi: tools

[3] cartello: sign

[4] direttore: director, manager

[5] mestiere: trade, craft, job

[6] bloccata: stuck, locked

[7] valigetta: briefcase

[8] scassinatore: burglar, safecracker

[9] strumenti: tools

[10] cacciavite: screwdriver

[11] leva: lever

[12] commissario di polizia: police commissioner