È la prima novella della sesta giornata, raccontata da Filomena. Si tratta di un racconto molto breve che ha per tema il motto di spirito, ovvero la capacità di trovare le parole giuste per dire in modo delicato qualcosa che risulterebbe sconveniente, se detto in maniera troppo esplicita.

 

Riassunto

A Firenze vive una gentildonna che si chiama madonna Oretta, moglie di Geri Spina. Un giorno si trova a passeggiare in campagna, insieme ad alcune dame e cavalieri che ha avuto come ospiti a pranzo. Uno dei cavalieri le propone di montare a cavallo per risparmiarle un tragitto ancora lungo e le promette di raccontarle una bella storiella.

Madonna Oretta accetta volentieri, ma quando il cavaliere inizia a raccontare la sua storia, ben presto si rivela essere un pessimo narratore, incespicando continuamente nella narrazione, tornando indietro e spesso sbagliando nomi. La gentildonna, nel sentire quel racconto farfugliato in così malo modo, viene presa da un sfinimento e da certi sudori freddi, da credere di essere sul punto di svenire.

Non riuscendo più a resistere a quella tortura e non sapendo esattamente come uscirne a un certo punto esclama allegramente che il cavallo ha un trotto particolarmente duro e prega il cavaliere di farla scendere.

Il cavaliere, che per fortuna è più bravo come intenditore che come narratore, afferra al volo il motto di spirito e scherzando, inizia a raccontare altre novelle, senza finire quella che aveva iniziato.

 

 


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