Ascolta il mio cuore è un romanzo della scrittrice Bianca Pitzorno, pubblicato dalla Mondadori nel 1991.

 

Riassunto

Nel settembre del 1949 tre bambine di nove anni, molto amiche tra di loro, si preparano a frequentare il loro nuovo anno scolastico nella quarta classe elementare. Si chiamano Prisca, Elisa e Rosalba, e provengono da famiglie benestanti, che sono tra loro legate da una lunga amicizia.

La classe, composta tutta da bambine, è divisa in tre file di banchi che riflettono la diversa estrazione sociale: a destra ci sono le più altolocate, soprannominate le “Leccapiedi”, particolarmente sgradevoli e presuntuose, in mezzo ci sono i “Maschiacci”, di cui fanno parte le nostre piccole protagoniste, che sono più simpatiche, ma a volte troppo vivaci; infine a sinistra ci sono i “Conigli”, le bambine di condizione più umile, di solito silenziose e timide, ma pronte a schierarsi con i maschiacci quando c’è da fare la guerra alle Leccapiedi.

La nuova maestra, la signora Sforza, fino all’anno precedente ha insegnato in una scuola privata, frequentata dalle bambine delle famiglie più ricche della città. All’inizio si comporta in modo gentile ma ben presto si rivela essere molto autoritaria e soprattutto profondamente ingiusta, trattando le bambine in base alla loro estrazione sociale, e non in base ai loro meriti.

Alle bambine che fanno parte della fila delle Leccapiedi distribuisce voti alti non meritati, e fa finta di non vedere le loro mancanze. Alle altre dispensa brutti voti e qualche volta bacchettate sulle mani, soprattutto alle alunne che fanno parte della fila dei Conigli.

In classe arrivano due ragazzine nuove, Iolanda e Adelaide, che provengono da famiglie molto povere. Vengono subito prese di mira dalla maestra, che le maltratta vigliaccamente, sapendo che non protesteranno con i genitori perché hanno paura di essere punite anche da loro.

Questa cosa suscita la rabbia delle tre amichette, che cominciano a cercare un espediente per punire l’arroganza della maestra. Elisa tenta di provocarla per farsi mettere le mani addosso, contando sul fatto che suo zio Casimiro le ha promesso che sarebbe intervenuto con decisione, se mai avesse osato picchiare sua nipote. Fa tutto il possibile per far saltare i nervi all’insegnante, ma non riesce nel suo intento, e la maestra continua con le sue prevaricazione fino a far cacciare dalla scuola Iolanda e Adelaide.

All’inizio del mese di marzo le tre bambine, come tutti i Maschiacci e le Leccapiedi, iniziano a studiare molto intensamente per cercare di passare direttamente dalla quarta elementare alla prima media. Elisa non ha ancora rinunciato al tentativo di farsi picchiare e un giorno finalmente ci riesce, dopo aver imbrattato il registro di classe con le feci di una tartaruga. Lo zio Casimiro non interviene come aveva promesso, ma intervengono lo zio Baldassarre, che minaccia di denunciarla al provveditorato, e la nonna Lucrezia, donna molto ricca e influente, che invia una lettera di biasimo alla signora Sforza.

Alla fine dell’anno le tre ragazzine riescono a superare l’esame con voti molto alti, a differenza delle Leccapiedi che ottengono punteggi piuttosto scarsi. Prisca viene incaricata di comporre una poesia in onore della maestra, per poi recitarla in pubblico. La bambina non riesce a compiere questo atto di ipocrisia e fa finta di star male. Ma poi si ammala sul serio, e rimane a letto per molti giorni.

Una volta guarita, sostiene l’esame di ammissione alle scuole medie e viene promossa con la media del nove.

 

 

 


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