Questo racconto di Italo Calvino fa parte di una raccolta pubblicata nel 1963 con il titolo «Marcovaldo ovvero le stagioni della città».

 

Riassunto

Di notte, per la famiglia di Marcovaldo, si alternano venti secondi di buio a venti secondi di GNAC. Il GNAC è la parte terminale di una grande insegna pubblicitaria al neon della SPAAK-COGNAC, parzialmente coperta dal palazzo di fronte.
Anche le emozioni dell’intera famiglia sono intermittenti, regolate dall’accendi e spegni della scritta luminosa.
La contemplazione della luna e delle stelle, la passione d’amore, la calda e soffice paura del buio, di colpo cedono il passo a riflessioni sui commerci terrestri, al canticchiare di musichette da discoteca e al baccano dei bambini che giocano alla guerra, ogni volta che parte il GNAC.
Una sera, Michelino carica la sua fionda con del ghiaino e, con tutte le sue forze, tira una sventagliata di sassolini contro il GNAC, che si spegne senza più riaccendersi. E finalmente, con lo sguardo non più abbagliato dalla scritta luminosa, Marcovaldo percepisce un nuovo firmamento, con costellazioni più profonde e la luna più luminosa.
Dopo qualche giorno vede sul tetto di fronte due elettricisti che controllano tubi e fili e Marcovaldo, con l’aria del vecchio che prevede il tempo che farà, pronostica una nuova notte di GNAC. In quel momento qualcuno bussa alla porta. È un uomo con gli occhiali che si presenta come il signor Godifredo, agente di pubblicità luminosa e chiede di poter dare un’occhiata dalla finestra.
Marcovaldo è spaventato, teme di essere stato scoperto e dover pagare i danni. Cerca di giustificarsi, dice che ha già provveduto a punire i bambini, ma con sua grande sorpresa scopre che il signore Godifredo è venuto per fargli una proposta commerciale. Dice di lavorare per una ditta concorrente, la COGNAC TOMAWAK, e gli fa sottoscrivere  un contratto: i bambini devono tirare con la fionda ogni volta che l’insegna luminosa viene riattivata. L’agente pubblicitario sa che la SPAAK si trova sull’orlo della bancarotta, e i continui guasti della sua più bella réclame luminosa dovrebbe portare l’azienda al fallimento definitivo.
Così, quando l’insegna luminosa viene riparata, la famiglia di Marcovaldo provvede a onorare il contratto con fionda e sassolini. La scritta, che a volte dice COGAC, altre CONAC e altre ancora CONG, diffonde fra i creditori della SPAAK l’idea di un dissesto e a un certo punto l’agenzia pubblicitaria si rifiuta di fare altre riparazioni se non le vengono pagati prima tutti gli arretrati. La scritta spenta aumenta ulteriormente l’allarme fra i creditori e alla fine la SPAAK fallisce.
Per alcune notti la luna piena appare in tutto il suo splendore, finché una scritta luminosa, con caratteri di fuoco, alti e spessi il doppio di prima, che si accende e spegne ogni due secondi, fa sparire tutto il firmamento.