Riassunti di letteratura

In questa sezione del sito puoi trovare dei riassunti di letteratura italiana e straniera.

I testi sono scritti con un linguaggio molto semplice, adatto non solo agli studenti di scuole medie inferiori e superiori, ma anche agli stranieri che studiano la lingua italiana e che hanno raggiunto un livello di conoscenza intermedio (B1-B2).

Asja è una quattordicenne, figlia unica e senza padre, cresciuta in un quartiere popolare, di temperamento molto aggressivo, un vero e proprio bullo al femminile. Trascorre la maggior parte del suo tempo in compagnia delle sue amiche Roberta e Miranda, insieme alle quali realizza le sue bravate quotidiane.

Lucia termina il periodo di quarantena, e, in compagnia della sua amica mercantessa, può finalmente tornare al paese, dove troverà sua madre e Renzo. Il giovane è entusiasta, mentre Lucia non si scompone e mantiene sempre una certa riservatezza, che Renzo ha imparato con il tempo a comprendere ed accettare.

Renzo esce dal Lazzaretto, con l'intento di ritornare il prima possibile al suo paese e poi ripartire subito dopo alla ricerca di Agnese. È talmente felice di aver ritrovato la sua amata che non si preoccupa del forte temporale che si è scatenato, né della stanchezza fisica.

Renzo continua a cercare Lucia, ma nel frattempo i suoi pensieri vanno anche a don Rodrigo, la cui vista sul giaciglio di morte ha profondamente turbato il giovane. Si dirige nella parte centrale del Lazzaretto, verso la chiesa dove si raccolgono tutti i guariti per ascoltare la predica di padre Felice.

Guerra e pace è un romanzo dello scrittore russo Lev Tolstoj, pubblicato per la prima volta sulla rivista Russkij Vestnik tra il 1865-1869.

Renzo, quando entra nel lazzaretto, si trova di fronte a uno spettacolo che lo lascia sconvolto.  Più di sedicimila appestati concentrati in quel posto, alcun all’interno di baracche poste al centro, altri sotto i portici laterali distesi sulla paglia...

Renzo arriva a Porta Nuova, dove vede dei monatti che stanno caricando in barella il capo gabelliere, e una guardia dall'aria stanca. Sa che per entrare in città ha bisogno del certificato sanitario, ma confida sulla scarsa attenzione delle autorità. Quindi, quando la barella si allontana...

Verso la fine di agosto del 1630, quando la peste è al massimo della sua virulenza, don Rodrigo rientra accompagnato dal Griso, dopo una serata passata con amici ad un festino, dove aveva ironicamente celebrato il defunto cugino Attilio, morto di peste due giorni prima. Avverte una certa stanchezza, sente il respiro pesante e una grande arsura...

Nella primavera del 1630 l’epidemia contina a imperversare a Milano, e la cittadinanza chiede al governatore dei provvedimenti urgenti, a cominciare dalla sospensione delle imposte. Il governatore, impegnato nell’assedio di Casale, fa qualche vaga promessa e non prende alcuna decisione concreta, salvo delegare il gran cancelliere Antonio Ferrer per ogni decisione relativa alla peste.

In questo capitolo il Manzoni si propone di raccontare per sommi capi la diffusione della peste a Milano, facendo notare che i documenti del seicento sono piuttosto confusi, imprecisi, con errori e omissioni.